Il 30 novembre nasceva Jonathan SwiftBy Alvaro CantonCritica Letteraria Jonathan Swift, nato 30 novembre 1667 a Dublino, è stato uno scrittore e poeta irlandese, autore di romanzi e pamphlet satirici.Considerato uno tra i massimi esponenti della letteratura inglese, autore di una prosa caratterizzata da una vivace vena satirica che egli rivolse spesso verso le vicende politiche e religiose della società inglese. Difatti le sue opere più note sono satire: I viaggi di Gulliver, Il racconto di una botte e il pamphlet Una modesta proposta. In particolare, ne I viaggi di Gulliver, il suo capolavoro, sotto l'aspetto fittizio della fiaba, dà sfogo alla propria misantropia e rabbia nei confronti del genere umano e del mondo a lui contemporaneo.Swift, orfano del padre e con la madre in Inghilterra, cresce con gli zii a Dublino. Lo scrittore vive un’infanzia difficile, caratterizzata da insulti e denigrazioni a causa della sua condizione sociale, elemento che non mancherà di avere ricadute sul suo pensiero critico e disilluso verso la società umana, quella della prima rivoluzione industriale. All'età di 14 anni entra al Trinity College di Dublino. Finiti gli studi Jonathan viene affidato al diplomatico William Temple nel 1689, per cui lavora come segretario: nella sua casa conosce Esther Johnson (Stella), alla quale rimarrà legato per tutta la vita e che forse sposò in segreto. Il padre di Stella, un diplomatico amico della madre di Swift, si occupa dell'educazione della figlia: in tal modo riesce a occuparsi della letteratura senza dover rinunciare alla scrittura e alla lettura.Il suo spirito anticonformista esce pubblicamente nel 1697 con la Battaglia dei libri (The Battle of the Books), un poema eroico e satirico (sul modello di Alexander Pope) in cui egli prendeva la parola sulla controversia circa la superiorità dei tempi antichi rispetto a quelli moderni, un tema caro alla letteratura dell'epoca. Per lui tutti i tempi, una volta vissuti, diventano inferiori, e quindi egli considerava superiori i tempi antichi perché ormai non potevano più essere vissuti. Con una satira pungente, inoltre, egli denunciò la finta erudizione dei suoi giorni.Il successo di questo libro gli diede l'indipendenza economica e la libertà di compiere numerosi viaggi tra Inghilterra e Irlanda.Prende gli ordini religioni, diventando parroco di Kilroot, in Irlanda, vive però prevalentemente a Londra dove partecipa alla vita politica religiosa e letteraria e frequenta i circoli politici più importanti. Jonathan diviene una delle persone più influenti della città. In questo periodo pubblica anonimamente la famosa Favola della botte o della vasca da bagno (Tale of a Tub), una satira in prosa sulle Chiese anglicana, cattolica e calvinista e sulle moderne convinzioni politico-religiose. L'opera metteva in ridicolo, in maniera originale e divertente, varie forme di pedanteria e di presunzione. Nonostante tale opera fosse stata pubblicata anonimamente, Swift ritenne che questa fosse la causa per la quale divenne inviso alle autorità ecclesiastiche anglicane che gli preclusero la possibilità di una brillante carriera.Tra il 1710 e il 1714 diviene consigliere del governo Tory appoggiandolo con libelli e articoli dalle pagine dell' "Examiner", che lo stesso Swift diresse, e attraverso lo "Scriblerus Club", di cui facevano parte i suoi pochissimi amici: Pope, Gay, Harley, Arbuthnot. Swift diventa uno scrittore molto influente e affianca la redazione di un altro importante giornale politico, lo Spectator. Con la morte della regina Anna e la caduta del governo, Jonathan Swift torna in Irlanda avendo ottenuto il ruolo di decano della Chiesa di St. Patrick a Dublino. In questo periodo di permanenza nell'isola denuncia le vessazioni a cui il popolo irlandese (che egli peraltro disprezza) è sottoposto da parte degli inglesi e del governo locale, diventando una specie di eroe nazionale. Nel 1726 pubblica l'opera che gli darà immortalità, I viaggi di Gulliver. L’opera è il sunto del pensiero swiftiano: il ripudio per la vita associata col barbaro consesso umano e la ontologica crudeltà umana sono la base di quel pessimismo sociale che sarà ripreso da altri autori europei, cifra che contraddistingue autori che hanno speso la loro vita nella ricerca di un’utopia che si è amaramente scontrata con la costatazione dell’ingiustizia del mondo reale.Dopo la morte delle persone a lui più care i suoi disturbi mentali si acuiscono sempre di più fino a portarlo alla morte, avvenuta il 19 ottobre 1745. La sua frase del giorno è: "La fiducia in se stessi è una forza soltanto finché non diventa presunzione."