Il 12 Settembre ricordiamo: Eugenio MontaleBy Alvaro CantonCritica Letteraria Eugenio Montale nasce a Genova il 12 Ottobre del 1896 in una famiglia borghese. Visti i suoi problemi di salute, la sua famiglia lo iscrive in un istituto commerciale che prevede un percorso scolastico più breve rispetto a quello di un istituto classico. Eugenio però, interessato alla letteratura e alle lingue straniere, studia molto per conto suo: Dante, Petrarca, Boccaccio e D'Annunzio sono autori che afferma di aver "attraversato". Inoltre segue le lezioni di filosofia tenute dalla sorella.Successivamente viene richiamato alle armi e partecipa alla Grande Guerra. Congedato nel 1920 scrive il primo ciclo di poesie per Anna degli Uberti (Ciclo di Arletta). Nel 1924 conoscerà poi Paola "Edda" Nicoli che sarà presente negli "Ossi di Seppia" e ne "Le occasioni".Il post-guerra italiano è caratterizzato dalla nascita del movimento fascista e Montale sottoscrive il Manifesto degli intellettuali antifascisti. di Benedetto Croce nel 1925. Il suo antifascismo è culturale piuttosto che politico: esso si nutre di un disagio esistenziale e di un sentimento di malessere nei confronti della civiltà moderna tout court. È un antifascismo aristocratico e snobistico. La fase fascista gli ispira una visione profondamente negativa della vita. Un pessimismo che continuerà anche dopo l'avvento della democrazia, non riconoscendosi nei due partiti di massa (DC e PCI) e nella società consumistica.Vive a Firenze dal 1927 al 1948 dove lavora come redattore presso l’editore Bemporad. L'attività poetica della città sono ferventi grazie alla presenza di poeti come Vincenzo Cardarelli e Umberto Saba. Dal 1929 al 1938 dirige il Gabinetto scientifico letterario G. P. Vieusseux, da cui viene espulso per non essersi iscritto al partito fascista. Frequenta il caffè Le Giubbe Rosse, dove conosce Carlo Emilio Gadda ed Elio Vittorini. Dal 1939 inizia a convivere con Drusilla Tanzi, la donna che diverrà la compagna per la vita, scherzosamente soprannominata “Mosca” in molte poesie. Durante gli anni fiorentini pubblica le raccolte “Le occasioni” e de “La bufera e altro”, del 1956. Si trasferisce a Milano nel 1948 iniziando a collaborare con il Corriere della Sera. Si sposa con Drusilla il 23 luglio del 1962, che però muore lo stesso anno. In occasione della perdita Montale scrive la poesia “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale”. Durante i suoi ultimi anni pubblica le raccolte “Xenia”, del 1966, dedicata alla moglie, “Satura”, del 1971, e “Diario del ’71 e del ’72”.Riceve la laurea honoris causa all'Università di Milano nel 1961, a Cambridge nel 1967 e a La Sapienza nel 1974. Riceve il Premio Nobel per la letteratura nel 1975 «per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni».Montale muore a Milano il 12 settembre 1981, un mese prima di compiere 85 anni. Due giorni dopo vengono celebrati i funerali di Stato al Duomo di Milano e viene sepolto a Firenze accanto alla moglie Drusilla.La sua frase del giorno è:"Gli uomini sono come il vino: non tutti i vini invecchiando migliorano; alcuni inacidiscono."