Spazio d'autore: intervista a Italo Martinelli
By Luca Cavedon
Storia / Filosofia
Abbiamo avuto il piacere di intervistare Italo Martinelli, autore di numerosi volumi da noi pubblicati. Oggi ci ha parlato del suo libro Memoranda veronese 2025.

1. La Memoranda Veronese 2025 è il terzo libro di una serie che, dall’importanza delle immagini alla suggestione dei testi, sta diventando un appuntamento fisso. Cosa rappresenta oggi la Memoranda per te?
È un’esperienza culturale sempre più importante perché, pur nel rispetto dei valori iniziali, vale a dire recupero della memoria storica della città e memoria popolare, di anno in anno si amplia e apre a nuovi valori non solo storici ma anche artistici, folkloristici e mitologici.
2. Nella Memoranda Veronese 2025 cambia l’argomento rispetto alle ultime edizioni. Perché hai deciso di dedicarla alla Verona romana?
Perché da tempo ritengo che una delle caratteristiche più profonde e interessanti della vicenda storica di Verona sia legata proprio a questo periodo che siamo abituati a conoscere solo da un punto di vista di semplici accadimenti, mentre al contrario la sua attualità è molto più profonda e ben presente ancora oggi.
3. Un’opera di questo tipo ha bisogno di appoggiarsi a numerose fonti storiografiche. Come hai affrontato il lavoro di ricerca?
È certamente frutto di un percorso di approfondimento ormai più che decennale, anche se gli argomenti trattai mi hanno portato ad approcciare tematiche storiche di epoca romana legate soprattutto alla visione mitica, religiosa e politica. Temi come il mos maiorum, la pax romana, il sacrificio, il ruolo del rex sono argomenti di vasta portata che vanno affrontati in maniera multidisciplinare.

4. Hai scelto di dare particolare importanza alla concezione della religione e della spiritualità nella Roma e nella Verona dell’epoca. Cosa dà in più questa scelta all’opera?
Come dicevo prima, questi aspetti rendono universale un’esperienza storica plurisecolare, e la calano all’interno di ambiti che non sono prettamente ed unicamente storici, ma maggiormente legati alla cultura, alla politica, alla religione, alla società. Questo, secondo me, li rende maggiormente attraenti e più vicini al nostro sentire attuale e quotidiano.
5. Nella Memoranda 2025 vengono citate figure storiche molto conosciute e altre meno. Ce n’è una, fra le meno note, magari fra quelle veronesi, che a tuo avviso merita di essere riscoperta?
È un personaggio storico veronese molto ben conosciuto, ma solo per sentito dire: si tratta del poeta Valerio Catullo, nato e vissuto a Verona in un momento cruciale della storia romana della città, quando dalla Repubblica si stava passando all’Impero. Giulio Cesare era di casa presso i Valeri di Verona e il nostro poeta ebbe modo di conoscerlo molto bene. senza però apprezzarlo sinceramente. La sua sensibilità politica. ma anche poetica. stava ormai trasformandosi in maniera sempre più intimistica.

6. Un tuo passaggio relativo ai motivi della fine dell’Impero Romano d’Occidente suggerisce un interessante spunto sulla sua caduta. Vuoi raccontarcelo in breve?
Forse questo è il filo rosso che lega tutte le più di trecento pagine di quest’opera. Come tutte le civiltà del passato anche quella romana si sosteneva su alcuni valori e su alcuni principi che innervavano tutto l’agire; a un certo punto, magari inconsapevolmente o senza accorgersene, questi principi e questi valori vengono messi in discussione alla radice, ed è qui che la storia cambia.
7. A prescindere da ciò che ricostruisci nella Memoranda, qual è il luogo della Verona romana a cui sei più legato?
Il colle di San Pietro, o colle Gallo come lo chiamavano i Romani, perché da un punto di vista storico e archeologico, ma soprattutto mitologico, è lì che tutto ha avuto inizio.
8. A tuo avviso, cosa la gente non ha ancora capito dei veronesi tuti mati? Tu ti senti tale?
Credo che questa frase oggi come oggi abbia perso quello che era un significato profondo: Veronesi tuti mati era il riconoscimento di una unicità e tipicità legata alla storia della città, alle tradizioni, al modo di pensare alla vita in maniera leggera e scanzonata. Oggi la città si è trasformata in un “mangificio”, e così ha perso la sua identità più profonda. Capita a tutte le città che soffrono di overtourism, purtroppo.

9. Dopo la grande novità sull’argomento della Memoranda 2025, i tuoi lettori sono curiosi: cosa possiamo attenderci per la Memoranda 2026? Puoi darci una piccola anticipazione?
Certo, se sarà possibile proseguire questa bellissima esperienza editoriale grazie a Edizioni ZeroTre, pur rimanendo nell’alveo dei principi di Memoranda Veronese vorrei approfondire un altro periodo storico che fa di Verona la capitale del Medioevo italiano ed europeo, vale a dire l’epoca scaligera, con un focus particolare e per me molto stimolante su un grandissimo personaggio che ha legato alla nostra città non solo una parte importante della sua vita, ma anche e soprattutto della sua opera, Dante Alighieri.
10. Una domanda più personale: com’è cambiato Italo Martinelli, dal punto di vista letterario, dal tuo primo libro con Edizioni ZeroTre a oggi?
Bella domanda… Rispondo con un verso straordinario di una canzone famosissima del menestrello italiano per antonomasia, Angelo Branduardi: “Io non sono cambiato, il cuore e i pensieri sono gli stessi e sul tappeto magnifico dei versi voglio dirvi qualcosa che vi tocchi!”. Io non scrivo versi ma semplici pagine. che spero in qualche modo possano davvero “toccare” chi le legge così come hanno “toccato” me che le ho scritte. Semplici confessioni di un… malandrino innamorato della sua città.

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