Questo libro si propone di indicare - attraverso un percorso scandito in ventiquattro ‘tappe’ - nuove possibili letture e interpretazioni dello sport, questa volta non solo riservate all’elogio dei grandi campioni e al mito della vittoria. Nello specifico, quelle che seguono sono pagine dedicate in prevalenza al ciclismo e vedono impegnati direttamente, o comunque coinvolti, attori insoliti come Italo Svevo, Umberto Saba, James Joyce, Giovanni Testori e Dino Buzzati. È grazie alla qualità e alla varietà stilistica della loro scrittura che episodi anche di poco conto assumono una patina letteraria e una profondità inaspettata. Non mancano tuttavia pagine (alcune in forma di parentesi o intermezzi) dedicate ad altri temi agonistici o a ‘passatempi’ molto vicini allo sport, parola e ambito tematico non di facile definizione. Il fine ultimo è di dimostrare come l’attività fisica entri giornalmente nella vita di tutti, assumendo di volta in volta aspetti differenti, non per forza di cose collegati a eventi sportivi di alto profilo. Da qui la speranza di un utilizzo anche scolastico di questo testo, in particolare nei Licei sportivi o nei corsi di Scienze motorie.
Questo libro osa andare controcorrente e vuole opporre alla scrittura liquida dei giornali o alla frenesia dei social un cammino lento che impone tempo e pazienza. L’intento è quello di indicare - attraverso un percorso mirato scandito in ventiquattro ‘tappe’ - nuove possibili letture e interpretazioni dello sport: un’attività agonistica, questa volta non solo riservata all’elogio dei grandi campioni e al mito della vittoria, elementi ormai fondativi della nostra cultura e in quanto tali disponibili in rete a iosa. La filosofia qui perseguita non è però quella di celebrare i vincenti, oscurando tutto il resto. Del resto, senza i perdenti non ci potrebbe essere un vincitore, e il numero 1 non sarebbe tale se non fosse inseguito dagli altri. Nello specifico, quelle che seguono sono pagine dedicate in prevalenza al ciclismo e vedono impegnati direttamente, o comunque coinvolti, attori insoliti come Vittorio Sereni, Italo Svevo, Carlo Michelstaedte, Umberto Saba, James Joyce, Giovanni Testori, Dino Buzzati e Gianni Brera. Oppure riguardano testi ed episodi poco noti che si sono verificati soprattutto in ambito giuliano, un contesto culturale e sociale a lungo sotto l’Impero Austro-ungarico e dunque, contrariamente a quello che accadeva in Italia, particolarmente recettivo riguardo alla pratica sportiva. Al centro sta naturalmente la scrittura che nella sua varietà stilistica dona ai testi una patina letteraria e una profondità inaspettata. Il velocipede e la più moderna bicicletta sono dunque i protagonisti del libro, ma tali vettori andranno considerati in senso lato, che comprende la semplice passeggiata, il vero e proprio tour turistico e la competizione tipica del professionismo. Non mancano tuttavia pagine (alcune in forma di parentesi o intermezzi) dedicate ad altri temi agonistici o a ‘passatempi’ molto vicini allo sport, parola e ambito tematico non di facile definizione. Nel complesso molti capitoletti insistono sull’incontro tra il corpo e il mezzo meccanico dell’uomo moderno, quello profetizzato dal Futurismo, e paradossalmente incarnato all’inizio dalla bicicletta e poi perfezionato nell’automobile concepita come una sorta di protesi del pilota. Ma, come detto, non mancano altri temi indagati da diverse prospettive. Il fine ultimo, se vogliamo è dimostrare come l’attività fisica entri giornalmente nella vita di tutti, assumendo di volta aspetti differenti, non per forza di cose collegati a eventi sportivi di alto profilo. Su di un versante più personale, le pagine qui offerte assomigliano in qualche modo al pubblico resoconto d’un duplice percorso: quello praticato dall’autore nell’ambito letterario e giornalistico; e quello reale, fisico, risultato di visite ai luoghi (in particolare a Trieste), e di incontri personali che colorano alcune pagine di tratti autobiografici. Da qui il sottotitolo che indica dei percorsi brevi ed agevoli che tuttavia consentono di attraversare panorami di grande rilievo disegnati da mani sapienti. Questo libro può dunque essere letto come un’insolita passeggiata ‘sportiva’ all’interno della letteratura tout court e come una sorta di originale guida turistico-sportiva da affiancare ai più noti testi dedicati ai campioni e alle loro imprese. Da qui la speranza di un utilizzo anche scolastico di questo testo, in particolare nei Licei sportivi o nei corsi universitari di Scienze motorie, senza trascurare altri possibili utenti, come le scuole di giornalismo. Le note bibliografiche, sebbene ridotte all’essenziale, hanno appunto l’intento di aprire molti altri fronti di ricerca e percorsi che i singoli studenti potranno autonomamente intraprendere, magari utilizzando con intelligenza le straordinarie opportunità offerte dalla rete.
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