Questo numero della rivista contiene un ricco insieme di contributi che vanno dal decoro a casette della ceramica di Vietri, al contesto storico e artistico legato a Papa Pio XI, alle opere in terracotta che nobilitano un moderno quartiere di Catania, i cui autori sono stati invitati dal mecenate Antonio Presti, ai decori del servizio Paola di Richard-Ginori Mondovì. Chiudono il numero due recensioni di libri, sette recensioni di mostre e un Profilo d’Artista.
I contenuti di questo numero si aprono con l’editoriale di Elena Dellapiana, la quale prende l’occasione da il Canal Café, un piccolo padiglione premiato all’ultima Biennale di Venezia, per interrogarsi sul progetto, sul suo senso e sul suo ruolo nel mondo presente e futuro. Claudio Caserta e Rosa Fiorillo nel loro saggio Archeologia del post medioevo. Il decoro ‘a casette’ nella ceramica a Vietri sul Mare, una vicenda paesaggistica analizzano l’origine e l’evoluzione del cosiddetto decoro a casette, motivo ornamentale diffuso nella ceramica vietrese del Novecento, a partire dal decoro alla genovese del XVIII secolo, fino alle produzioni della fabbrica di Max Melamerson, con il contributo della creatività espressiva di Guido Gambone. Valentino Minocchi nel saggio Papa Pio XI e il contesto del 1929 analizza il contesto storico e artistico legato a Papa Ratti e all’evoluzione dei rapporti tra Stato e Chiesa. Approfondisce le opere artistiche e commemorative realizzate in quegli anni, tra le quali le produzioni ceramiche di Zulimo Aretini. Anna Maria Ruta nel saggio Le terracotte artistiche di Librino. Il museo Magma della Fondazione Fiumara d’arte esamina la presenza di opere in terracotta che nobilitano un moderno quartiere di Catania, popolare ed emarginato. Gli autori delle terrecotte sono stati invitati dal mecenate Antonio Presti, non nuovo ad operazioni di riqualificazione dei territori attraverso opere d’arte. Giorgio Levi nella sua testimonianza Una nota sui decori del servizio Paola di Richard-Ginori analizza forme e decori di una linea di servizi da tavola di Mondovì di grande successo negli anni Cinquanta e Sessanta. Per le recensioni, Carla Cerutti si occupa di un libro di Maria Grazia Gargiulo che seleziona oltre seicento articoli da “L’Artista Moderno”, rivista quindicinale dedicata alle arti sia figurative sia applicate fondata nel 1901 e pubblicata fino al 1942. Matteo Pirola commenta un libro dedicato all’architetto Carlo De Carli, prodotto di una ricerca a più voci che ha portato anche alla realizzazione di una mostra, alla fine di un lungo processo di studio e riordinamento dell’archivio dell’architetto. Ettore Sessa, partendo dalla mostra di Catania curata da Lo Cascio e Profetto si muove tra vari allestimenti di mostre dedicate al liberty siciliano, a Basile, Ducrot e alla Ceramica Florio. Carla Cerutti ci racconta di una mostra tenutasi a Rancate-Mendrisio su accessori e complementi di moda prodotti in Svizzera tra il 1830n e il 1930. Stefano De Martis commenta una mostra sulle ceramiche Squarciarelli, che ne dimostra il radicamento territoriale nell’area dei castelli, ma anche una partecipazione piena e non occasionale al più ampio fenomeno della ceramica “modernista” romano-laziale. Giorgio Bacci, commentando il catalogo della mostra sulla collezione d’arte di Fondazione CR Firenze, apprezza quanto la curatrice Lucia Mannini abbia saputo leggere e valorizzare con intelligente e competente sensibilità la ricca collezione di oltre 800 oggetti, in prevalenza legati all’Art Nouveau e all’Art Déco. Antonella Pesola commenta una mostra che mette in rapporto Manuela Cirino e Leoncillo in un vero e proprio colloquio tra due modi diversi di concepire la scultura, che riescono a trovare una sintesi comune in un confronto raffinato, dove il tema centrale è la materia. Lorenzo Fiorucci ci parla della mostra documentaria che il Museo del Novecento di Milano ha voluto dedicare alla figura di Enrico Crispolti, uno dei protagonisti della critica militante italiana. Marco Scotti, commentando la mostra alla Collezione Peggy Guggenheim sulle ceramiche di Lucio Fontana, nota come Fontana si ritenesse essenzialmente uno scultore, anche nelle sue collaborazioni con la manifattura di porcellana di Sèvres e con Tullio d’Albisola e il laboratorio di ceramica Mazzotti. Nella nuova sezione Profili d’artista, Maria Grazia Gargiulo ci descrive l’opera di Roberto di Alicudi, artista della pittura su vetro che rinnova una tradizione legata alla diffusione di immagini votive, con soggetti tratti dalle stampe devozionali.
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