Un cammino di idee, scoperte e riflessioni: l’avventura professionale e personale di Claudio Bernabé, oggi libero professionista nel campo della comunicazione e dell’innovazione tecnologica, trova spazio in questo libro che ne segna l’evoluzione. Si tratta di una ricerca di significato che intreccia la sua esperienza con le intuizioni di alcune delle menti più brillanti della storia e del mondo d’oggi. in un cammino che abbraccia la scienza, la tecnologia, la filosofia, la cultura e l’ambiente, sempre guidato da un obiettivo: trovare un equilibrio tra il progresso umano e il rispetto per il nostro pianeta. Il libro esplora l’idea che il vero progresso non si misura solo in termini di innovazione tecnologica o intelligenza artificiale: per quanto straordinarie possano essere, infatti, queste scoperte da sole non bastano. Nel viaggio professionale e individuale di Claudio Bernabé si percepisce che il cambiamento più profondo risiede nella nostra capacità di comprendere chi siamo, di guardare oltre il materialismo e il consumismo e di cercare un equilibrio con la natura: quest’opera rappresenta la sua visione del progresso e della conoscenza, che abbraccia diverse discipline e trova nella saggezza il suo fondamento.
Si incontrano, passo dopo passo, le figure fondamentali che hanno influenzato il pensiero di Bernabé: Dante Alighieri, che con il suo cammino interiore ha insegnato a cercare un significato più profondo nell’esistenza; Leonardo da Vinci, il genio a cui in tanti si sono ispirati per cogliere le connessioni tra tutte le cose, e Giordano Bruno, che intuì l’infinità dell’universo secoli prima della scienza moderna, come sappiamo ha pagato a caro prezzo la sua visione della vita, ma grazie alla scienza, la sua luce oggi risplende più che mai. Oltre a loro, una figura forse poco conosciuta, sebbene rilevantissima per il progresso tecnologico e informatico: nel cuore pulsante della rivoluzione digitale, c’è infatti un protagonista che spesso resta nell’ombra, il cui nome raramente affianca quelli di Bill Gates e Steve Jobs, eppure, senza di lui, senza Federico Faggin, i loro imperi tecnologici non avrebbero mai visto la luce. Faggin è l’uomo che ha tracciato il cammino. Faggin, nel 1971, progettò e realizzò il primo microprocessore della storia: l’Intel 4004. Lo stesso Bill Gates, riconoscendo l’importanza di quel gesto fondativo, affermò: “La Silicon Valley senza Federico Faggin sarebbe solo una valley”. Ecco: nel cammino di Bernabé, Faggin richiama l’ispirazione filosofica di Bruno, guidando la riflessione sul legame tra coscienza e fisica quantistica. Questo libro, tuttavia, esprime anche il desiderio che il progresso non sia solo tecnologico, ma profondamente umano, in una realtà dove innovazione e saggezza procedono insieme, con la speranza di vederlo trasformarsi sempre più in un mondo migliore: in questo senso, il rapporto di armonia che deve instaurarsi tra l’uomo e l’ambiente assume una valenza dirimente che, nel cammino di Bernabé, ha avuto cittadinanza non solo nella filosofia di base, ma anche nel concreto, attraverso la definizione di alcuni progetti – dalla trasmissione televisiva Nanuk a Ecotecnologie – che hanno scaricato a terra la potenza di un pensiero improntato a un nuovo umanesimo.
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