Le Guide Esperienziali sono strumenti editoriali che non si limitano a fornire un elenco di luoghi con sommarie indicazioni su attrazioni da visitare, come capita con le classiche guide turistiche, ma fanno parte di un progetto editoriale molto più ampio e ambizioso, che dà spazio alle eccellenze del territorio italiano, raccogliendo le storie di aziende, enti e associazioni che, raccontandosi, mettono il viaggiatore in dialogo con il territorio e le sue peculiarità. A partire dalle piccole botteghe artigiane fino ad arrivare alle grandi aziende di produzione di prodotti agricoli o alimentari, passando per le attività tessili o del pellame, senza trascurare manufatti artistici ceramici o in vetro, le guide propongono esperienze sempre diverse e declinate in modo originale e unico, intrecciando elementi storici, aneddoti locali e testimonianze dirette di chi vive e racconta il territorio attraverso il proprio “saper fare” così da far emergere l’anima dei luoghi, invitando l’utente a scoprire ciò che normalmente resta nascosto al turismo di massa. Una terra di armonia e di contrasti come fulgido risultato di una simbiosi secolare tra l'uomo e la natura: questo è il territorio veneto che si estende tra le colline moreniche ai piedi del Lago di Garda - o meglio ancora in termini classici Benaco - e l’estesa pianura verdeggiante che solo in maniera superficiale a volte viene definita la “bassa veronese”. In questo territorio, ma ancora una volta sarebbe meglio definirlo più correttamente in questo “paesaggio”, si è realizzata, durante lunghi secoli e intere generazioni, una preziosissima e feconda interazione tra l’uomo faber e l’ambiente circostante. Questo rapporto, fatto di cultura, coltura, ambiente, rispetto delle tradizioni, amore per il proprio lavoro e attaccamento alle radici ha plasmato paesaggi unici al mondo, contribuendo a definire l’identità e la bellezza della regione: dai borghi che si incastonano tra le colline, dove vigneti e uliveti sono coltivati con rispetto per i ritmi naturali e le biodiversità, alle piccole cittadine ricche di feste e momenti conviviali, aperti anche alle persone che vi sono giunte ad abitare da terre lontane; dalle città d’arte dove è bello perdersi in lunghi giri flâneur vagando oziosamente per le strade senza fretta, alla scoperta sempre entusiasmante di sapori e di tradizioni culinarie antiche che si esaltano a “contatto” con la secolare cultura enologica nata dagli acini ubertosi lasciati a maturare sui graticci nelle cantine. Ora, però, a questo quadro d’insieme va aggiunta una cosa, una particolarità imperdibile e insostituibile, una peculiarità straordinaria e unica senza la quale il quadro non solo sarebbe incompleto ma addirittura irreale e privo di significato:
cioè la gente o meglio ancora, se volete, il Genius loci di queste terre, gli uomini e le donne che in decenni - se non addirittura secoli - di lavoro, di fatiche e di difficoltà, ma comunque sempre con grandissima passione e dedizione, hanno dato vita a una società dove il benessere è diffuso, la ricchezza è condivisa e la tranquillità e la certezza di fare bene il proprio lavoro sono ricompense più che bastevoli. Questa gente la trovi nelle botteghe artigianali a battere il ferro, nelle cantine a produrre vini rinomati, nelle macellerie a sfornare piatti tipici, nei luoghi dell’accoglienza e del riposo a presentarsi con un sorriso, nei negozi lungo le vie trafficate del turismo cittadino a fare da cicerone per la visita o ancora nelle piazze a rallegrare gli ospiti e gli amici. Chiamarli veri e propri artisti forse potrebbe sembrare eccessivo ma se il “lento viaggiatore” di questa “guida” innovativa e audace avrà la pazienza di incontrarli e di sedersi con loro a fare due chiacchiere davanti a un buon bicchiere di vino o nelle loro botteghe straripanti di ogni bontà avrà anche certamente modo di ricredersi e potrà dire con noi: “Questo è davvero un capolavoro!”. Andiamo a conoscerli.
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