Il sesto volume della rivista scientifica Ceramica e arti decorative del Novecento dedica maggior spazio alle arti decorative diverse dalla ceramica, come i mobili, e a figure di artisti poliedrici (Duilio Cambellotti, Aleardo Terzi, Paolo Bevilacqua e Vittorio Zecchin) e di grandi architetti-designer (Ernesto Basile, Gio Ponti e Guido Andlovitz). A differenza dei precedenti volumi, infatti, in questo la ceramica è presente solo in una testimonianza (Alessio Tasca) e in tre recensioni di mostre (Ivos Pacetti, Pablo Picasso e Giancarlo Sciannella). Molti contribuiti sono legati al vivacissimo ambiente culturale siciliano (di Palermo in particolare): si ricordi Anna Maria Ruta, con la sua presentazione sistematica dell’opera di Paolo Bevilacqua, ed Ettore Sessa, con il suo ampio saggio sull’evoluzione dello stile di Ernesto Basile.
In particolare, Ettore Sessa analizza in modo dettagliato i mobili progettati da Basile e realizzati da un’altra eccellenza palermitana, l’impresa Ducrot. Altri apporti in questo campo sono i saggi di Matteo Piccioni e di Enrico Brugnoni e la recensione di un volume dedicato alla produzione della ditta Successori di Carlo Poggi. A esaminare il fervido rapporto tra Cambellotti e l’ambiente palermitano (i Florio, Ducrot, case editrici...) è invece il saggio di Stefano de Martis. Infine, due recensioni sono relative a recenti mostre importanti: quella su Gio Ponti al MAXXI e quella sugli Anni Venti organizzata dalla Wolfsoniana.